My life

Ciao, mi chiamo Gian Luca Bernacchia, nato il 6 Giugno del 1965 a Bologna in via Tovaglie, vi provo a raccontare un po’ della mia vita, in particolare, la mia vita e il tatuaggio, dimenticavo sono per tutti gli amici Luca Tattoo.

Sin da piccolo sono stato fortemente attratto dal tatuaggio, probabilmente perché nel quartiere dove sono nato e dove sono cresciuto fino a 14/16 anni, era considerato, all’epoca, una zona frequentata da personaggi, come si dice “poco raccomandabili”. Fin dall’infanzia ho iniziato a scorrazzare con i miei amici, per tutto il quartiere con la bici da cross prima e con le prime Vespe dopo, di questo periodo ho i primi ricordi dei vari personaggi che ‘vestivano’ tatuaggi probabilmente fatti nei militari o in prigione. Alcuni di essi erano i genitori dei miei amici o di compagni di scuola e grazie a questo spesso mi capitava di vedere i loro tatuaggi a distanza ravvicinata, rimanendone sempre più attratto.

Classici ed inconfondibili emblemi erano quasi sempre tattoo da ragazzi inquieti: il cuore con la spada con nomi di moglie e figli, i cinque punti posti di solito sul dorso della mano che simboleggiavano le quattro mura con loro dentro, tradotto le mura del carcere. I nomi impressi nella pelle erano quasi sempre diversi ma con un unico fine: ricordare i propri cari che aspettavano il ritorno a casa, mamma perdono, era per chiedere scusa alla propria famiglia per gli errori fatti, rose con cuore e spine era per la passione dell’amore verso la propria moglie o compagna che li sopportava mentre loro erano in ferie al fresco (così sentivo chiamare la prigione). Il tutto contribuì a creare in me una attrazione irresistibile rispetto allla pelle tatuata, dovevo anche io tatuarmi.

Crescendo, alcuni fratelli degli amici di strada, si tatuarono di riflesso ai loro cari o perché inciamparono anche loro nella rete della giustizia e sempre più spesso divenne facile per me adocchiare il segno di Caino, il tatuaggio.

Passarono alcuni anni mi spostai a vivere in un’altra zona con personaggi e ambienti molto diversi, ma il tatuaggio era già ben entrato in me. Una volta alle scuole medie si imparava a scrivere con le penne stilografiche, era una parte della formazione del tempo e un giorno scorpi che potevo usarle per incidermi la pelle lasciando un marchio indelebile, sia a me che ai miei compagni. Puntini dopo puntini sparsi qua e là sul mio corpo, capii che devo approfondire come migliorare la rudimentale stilografica e grazie a suggerimenti dei fratelli di amici tatuati appresi che montando due aghi sovrapposti e tenendone uno più sporgente potevo scrivere meglio sulla pelle.

Da qui è tutta un’altra storia, si parte a sperimentare davvero il tatuaggio sulla pelle!! Pian piano provo su di me e poi su amici curiosi che mi concedono angolini di pelle per incidere/tatuare i loro piccoli banali desideri tipo gabbiani, stelline, i famosi puntini, i primi serpentelli ispirati dal simbolo “medico” emblematico della farmacia vicino a casa, ma per me inizia davvero qualcosa che farà parte per sempre della mia vita per sempre e una persona speciale decide di farmi provare un tatuaggio, mia madre.

Crescendo iniziai a cercare disperatamente chi mi poteva tatuare in maniera più strutturata, faccio fatica col senno del poi a definirlo professionale; la ricerca si dimostra cosa non facile per l’epoca, parlo del 1978/80 e il tatuaggio era un linguaggio per uomini tosti, roba da duri!

Finalmente dopo un bel po’ di tempo scopro tramite mia madre che un suo amico, tal Ciccio Panzacchi faceva tatuaggi, principalmente simboli hippy dell’epoca così cerco di avvicinarlo, cosa non semplice visto il personaggio, alla fine riesco nel mio intento e mi cosi ho il mio primo vero tatuaggio: un’aquila sul braccio sinistro. Ciccio tatuava già con una macchinetta da zootecnica per tattuare animali, come mucche a maiali, comuni per l’epoca, per i colori usava chine da disegno tecnico, rosso, blu, verde, giallo e nero e anche per questo la mia aquila diventò una grossa cicatrice perché fu fatta troppo profonda sulla pelle ed ebbi una serie di complicazioni anche via dell’inchiostro e la cicatrizzazione divenne molto complicata.

A questo punto la strada è aperta, mi iscrivo all’Istituto d’Arte ma dopo pochissimo smetto e decido di trovarmi un lavoro e lo trovo lavoro presso la persona che sarà mentore per il tatuaggio e amico per la vita Marco Pisa! Lui faceva il restauratore di mobili antichi e così inizio la mia esperienza nella sua bottega. Marco, essendo più grande di me, coltivava passioni come il tatuaggio e le moto, questi mondi mi attraevano e lui divenne per me fonte di grande ispirazione! In brevissimo tempo passavo gran parte delle mie giornate con Marco e le sue passioni, lui era già tatuato con lavori meravigliosi che per l’epoca erano vere e proprie opere d’arte sulla pelle, fatti da un suo carissimo amico. Marco pian piano inizia ad allontanarsi dal restauro in quanto capisce il potenziale del segno sulla pelle ed inizia a tatuare qualche amico, io sono uno di questi fortunati, siamo arrivati nei primi anni 80, a cavallo del 1982/3.

Marco mi tatuò il mio primo vero e bellissimo drago sull’avambraccio sinistro in sola linea, che poi colorai in un secondo tempo dal Tattoo Master Peter Tattoo di Amsterdam nel mio primo viaggio con un caro amico che a sua volta si fece tatuare un drago alato verde, rosso e giallo, i colori base dell’epoca, siamo nel 1984.

Marco Pisa e Gian Luca Bernacchia

Marco si interessa sempre di più al tattoo moderno e io in coda, con lui inizia la mia vita e passione legata al tatuaggio, seguendolo nel suo percorso.

Iniziò a lavorare in casa con materiale professionale inglese, cose mai viste prima per me… inoltre sia per il lavoro che svolgevamo assieme nella sua bottega di restauro, sia per l’amicizia che piano piano cresceva tra di noi ebbi la grande opportunità di aiutarlo nel suo nuovo mestiere da tatuatore. Lavoravamo e studiavamo nuove tecniche, spesso su amici comuni, cosi ebbi la possibilità di imparare tante cose che mi hanno formato professionalmente nell’ambito dei tatuaggi.

Da lì in poi bruciammo le tappe e si aprirono le porte verso il mondo internazionale del tattoo. Ogni anno si partiva per la Tattoo Convention in UK, dove conobbi alcuni dei pionieri e pietre miliari del tattoo italiano tra cui Gippi Rondinella e Gian Maurizio Fercioni. Sempre nello stesso periodo Ursic, Don Ed Hardy e Gippi Rondinella con il patrocinio del Comune di Roma organizzarono il primo Tattoo Expo italiano a Roma, presso i mercati Traianei, dove partecipai. In quell’occasione venne stampato ‘ L’asino e la zebra ’, un bellissimo libro, oggi molto raro da trovare, un’opera per collezionisti, di cui ne conservo gelosamente due copie, fonte per me per anni di grande ispirazione.

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Andando avanti nel percorso di formazione, inseguimmo per il mondo il circuito di professionisti e conoscemmo Marco Leoni che ci aprì le porte e i segreti del mondo del tatuaggio professionale strutturato. Lui tatuava già da tempo a San Paolo (Brasile), aveva il suo studio il Tattoo You, conosceva tanta gente di fama europea e americana e così iniziò senza problemi a condividere con me e Marco tanti segreti e info sul tatuaggio, fondamentali furono gli indirizzi dove comprare buon materiale. Il top in Europa all’epoca arrivava dall’Inghilterra, sia io che Marco infatti come citato prima, andammo alla prima Tatto Convention in Inghilterra nel 1985 organizzata a Newcastle dalla Tattoo Club of Great Britain.

Lì conoscemmo i vari artisti inglesi che a loro volta costruivano macchinette e colori e tutto il necessario per tatuare. Eravamo entusiasti di appartenere a questo nuovo mondo, comprammo le mitiche macchinette di Micky Sharpz che all’epoca erano le migliori in vendita negli UK, iniziammo a frequentare il suo studio e da lì partì l’avventura, in cui tutto divenne ancora più chiaro e stimolante per entrambi.

Così iniziai a seguire assiduamente il circuito delle varie convention europee. Ogni anno ero presente alla Tattoo Convention di Dunstable Tatto Expo e passavo settimane di lavoro e formazione presso studi di Amsterdam, Berlino, Zurigo, Ginevra, Parigi e Barcellona, Ibiza.

Ho inoltre partecipato al 1° Tattoo Expo di ToKio con lo studio di Singapore Jhonny Two Tumbs, Iniziano anche i primi viaggi in USA dove visito il Tattoo Tour e lavoro alla Convention di Dallas con Toni Anguiano con cui rimango anche qualche settimana ospite del suo studio a Los Angeles. Negli anni si intensificano anche le visite negli USA e il Canada dove ho anche lavorato in due Convention Montreal.

Lo scopo di frequentare le Convention oltreoceano era quello di ampliare la mie conoscenze, conoscere nuovi artisti per confrontarmi ed apprendere nuovo tecniche.

A Bologna oltre a varie Tattoo Convention dove ho anche contribuito al lancio, ho partecipato alla prima edizione di Erotica come unico studio di tattoo, per poi essere presente a Roma e Riccione e in altre piccole manifestazioni non del circuito ufficiale.

Il mio viaggiare mi ha arricchito e tutto il materiale e sapere che portavo a casa ha contribuito alla crescita mia e di alcuni dei collaboratori che lavoravano nello studio. Forse è il momento di dirvelo, nel 1988 intanto avevo aperto, con Stefano Roda, che rimase mio socio per qualche anno, qui in via Avesella dove potete trovarmi ancora oggi, dopo quasi trent’anni, il mio studio il Body Decorator Tatto Studio.

Lo studio ha ospitato negli anni tanti tatuatori dall’Italia e da tutto il mondo, dall’ Inghilterra agli USA, dall’Irlanda a Singapore, dal Brasile al Messico, dall’Argentina al Giappone, il che è stata una grande esperienza per me. Luca Cannarella ha collaborato con lo studio per circa dieci anni ricavandone una ottima professionalità per poi aprire il suo tattoo studio (Lucky Clown Tattoo Studio qui a Bologna). Giuseppe Squillace, nome d’arte Mustaphatattoo, si è formato qui in studio per poi aprirne uno suo a Catanzaro.

Questi sono solo alcuni dei frutti che sono nati da quanto ho seminato su persone che ne hanno fatto buono uso per poi avviarsi la loro attività ed io sono fiero di aver passato loro le buone esperienze ed info come a mia volta ho ricevuto.

Oggi il mio studio ha 29 anni e dopo tante esperienze condivise con ospiti temporanei, sono io l’unico a lavorarci regolarmente, mantenendo sempre vive le collaborazioni con gli amici tatuatori sparsi nel mondo, rimanendo sugli standard di un tatuaggio classico come la scuola e le esperienze che mi hanno formato.

Posso tranquillamente vantarmi, grazie al fratello di un mio storico amore, lui dentista, dal quale imparavo tecniche e materiale per sterilizzare, di aver precorso lo standard igienico sanitario, come previsto dall’etica professionale e dal regolamento USL Regione Emilia Romagna. Il Body Decorator Tattoo Studio since 1988 ha sempre portato avanti una propria campagna pro tatuaggio “artisticamente e igienicamente correto”.

I soggetti che preferisco tatuare sono in ambito della cultura Haida ed il mondo tribale per indotto dei molteplici viaggi tra Borneo, India, Malesia, Alaska, Canada, Thailandia, Nuova Zelanda, Indonesia, Messico, Cambogia e Vietnam.

Borneo

Il mondo Haida è stato per me una grande opportunità e posso dire di averlo portato per primo il Italia. Tutto iniziò tramite un mio caro amico di Bologna, “Tita”, che abitava a Vancuver in Canada dove conobbe un artista scultore rappresentante della cultura Haida a livello internazionale, Jim Heart. Ho sviluppato anche un forte interesse per il tattoo classico americano, nelle simbologie e stili che negli anni ’50 accompagnavano motti di vita quotidiana e vera. Ho ricercato in qualsiasi forma, dai libri che ho raccolto nelle librerie in giro per il mondo agli incontri di tanti artisti più o meno rinomati di arricchire il mio bagaglio personale sul mondo del tattoo, facendo sì che ancora oggi la mia passione per il tatuaggio si amcoro unop stimolo per migliorarsi e crescere, nonostante nulla sia più come prima.

Oggi infatti il tattoo non è più cosa per pochi ma è un grande fenomeno di massa e come tutto ciò che diventa business senza limiti etici culturali non è più magico come un tempo, ma è così che il mondo si è evoluto anche se noi tatuatori della “vecchia scuola” (come viene chiamata oggi in gergo) siamo comunque qui fermi sulle nostre idee e pronti per regalarvi qualcosa di indelebile nel tempo e a raccontarvi forse qualcosa di speciale che non tutti oggi sono in grado di fare.

Ricorda il tatto è per sempre sulla tua pelle che è viva e cambia nel tempo, noi dobbiamo essere capaci di regalarvi qualcosa che nel tempo manterrà sempre il fascino del primo giorno.

Luca Tatoo

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